IO

Io, viaggiando

Come ciascuno di noi, ho attraversato molte sfide e difficoltà nella vita. Ho imparato a vedere gli ostacoli da prospettive diverse, e a trovare il lato positivo anche nelle situazioni più complesse. Ogni esperienza, sia essa gioiosa o dolorosa, mi ha permesso di crescere, acquisire nuove conoscenze e sviluppare una maggiore consapevolezza di me stessa e del mondo che mi circonda.

Immagina non ci siano nazioni [..] 

niente per cui uccidere e morire e nessuna religione. 

Immagina che tutti vivano la loro vita in pace

John Lennon
IO

Dal mio viaggio ho imparato a

Essere onesta e rispettare me stessa e gli altri
Essere flessibile e organizzata. Indipendentemente da ciò che accade.
Essere ferma sui miei principi e valori.
Essere consapevole che la sofferenza e il dolore sono parte del viaggio.

Se mi è possibile, aiuto. Dal periodo della mia crescita in “un paese che non c’è” porto il ricordo di una vita serena in un ambiente di tolleranza ed empatia verso il prossimo.      

L’inizio della mia vita accademica coincide con il periodo in cui il mondo comincia a ridisegnare le carte geografiche e i confini mentali. Significa osservare come “cade a pezzi” un sistema intero di valori della società della mia infanzia, vivere la distruzione delle relazioni umane create indipendentemente dalla provenienza e dall’appartenenza etnica, sentire l’odore della guerra, e l’isolamento dal resto del mondo.

Fin dalle prime esperienze lavorative da praticante e successivamente da avvocata, imparo a gestire con successo i clienti, le problematiche con le istituzioni, le relazioni con i colleghi, a condividere e delegare. Imparo a sopravvivere e vivere nell’avvocatura in una società che sta diventando una pentola a pressione, tra bombardamenti e continue proteste nelle strade cittadine.

Tra la voglia di andare avanti e la paura di perdere ciò che sono riuscita a costruire attraverso continui tormenti emotivi e razionali, scelgo di ascoltare la propria voce. I sogni non dormono mai, ti costringono a uscire dalla tua zona comfort.

Dopo il trasferimento imparo a vivere in mondi diversi e contesti finora sconosciuti. Accademici e lavorativi. Costruire tutto da zero, o quasi. Accettare gli alti e bassi della vita non perdendo mai di vista il mio obbiettivo.

Essere creativa e coraggiosa. Navigare tra l’amore immenso e la responsabilità genitoriale.
Essere paziente per conciliare culture e mentalità diverse.
Essere grata alla vita per le mie esperienze e per avermi dato il coraggio di accettare i cambiamenti.
Essere “svegli” in questi tempi di grandi cambiamenti è l’unica strada per individuare gli inganni e gestire la confusione.

Che siamo immersi o meno nei pensieri e nelle preoccupazioni, la vita non aspetta. Ci assegna nuove missioni. È il suo compito. Per me arriva il momento di condividere il tempo riservato prima soltanto alle mie esigenze. Si aggiungono nuovi impegni: guidare, gestire ed amministrare la famiglia.

In seguito, al rientro nel mondo del lavoro, prestando la mia consulenza qualificata in contesti internazionali imparo a mediare e gestire mondi diversi.

Proprio in un momento della mia vita nel quale “ti fai delle domande e ti dai delle risposte” arriva la pandemia. Per fermare il mondo. Dare un messaggio. Riordinare i nostri pensieri. Prepararci alle nuove dominazioni nella storia dello sviluppo del singolo essere umano e della società. L’era della simbiosi tra essere umano e macchina.

Decido di imboccare nuove strade professionali. Nuove tecnologie. Dati, uso, abuso e protezione.

Da quando mi sono altamente specializzata in materia di protezione dei dati personali, vivo e lavoro senza interruzione in questo mondo complessoQuesta attività intensa ha creato in me nuove percezioni.

Nell’era in cui viviamo chiunque, da qualunque parte del mondo e in qualunque momento potrebbe interagire con i dispositivi usati nelle nostre vite private e lavorative. Il concetto della parola “privacy” inteso come riservatezza è superato perfino all’interno delle nostre mura domestiche.

I nostri dati e perfino noi stessi siamo diventati prodotti. Come facciamo a fare delle scelte se non siamo consapevoli del valore dei nostri dati?

È responsabilità di ciascuno di noi essere consapevole di cosa cede di se stesso o degli altri.

Non possiamo più permetterci di “dormire”, di “non sapere nulla” e tanto meno di non applicare gli scudi protettivi se vogliamo continuare a vivere in libertà.

Essere onesta e rispettare me stessa e gli altri

Se mi è possibile, aiuto. Dal periodo della mia crescita in “un paese che non c’è” porto il ricordo di una vita serena in un ambiente di tolleranza ed empatia verso il prossimo.      

Essere flessibile e organizzata. Indipendentemente da ciò che accade.

L’inizio della mia vita accademica coincide con il periodo in cui il mondo comincia a ridisegnare le carte geografiche e i confini mentali. Significa osservare come “cade a pezzi” un sistema intero di valori della società della mia infanzia, vivere la distruzione delle relazioni umane create indipendentemente dalla provenienza e dall’appartenenza etnica, sentire l’odore della guerra, e l’isolamento dal resto del mondo.

Essere ferma sui miei principi e valori.

Fin dalle prime esperienze lavorative da praticante e successivamente da avvocata, imparo a gestire con successo i clienti, le problematiche con le istituzioni, le relazioni con i colleghi, a condividere e delegare. Imparo a sopravvivere e vivere nell’avvocatura in una società che sta diventando una pentola a pressione, tra bombardamenti e continue proteste nelle strade cittadine.

Essere consapevole che la sofferenza e il dolore sono parte del viaggio.

Tra la voglia di andare avanti e la paura di perdere ciò che sono riuscita a costruire attraverso continui tormenti emotivi e razionali, scelgo di ascoltare la propria voce. I sogni non dormono mai, ti costringono a uscire dalla tua zona comfort.

Dopo il trasferimento imparo a vivere in mondi diversi e contesti finora sconosciuti. Accademici e lavorativi. Costruire tutto da zero, o quasi. Accettare gli alti e bassi della vita non perdendo mai di vista il mio obbiettivo.

Essere creativa e coraggiosa. Navigare tra l’amore immenso e la responsabilità genitoriale.

Che siamo immersi o meno nei pensieri e nelle preoccupazioni, la vita non aspetta. Ci assegna nuove missioni. È il suo compito. Per me arriva il momento di condividere il tempo riservato prima soltanto alle mie esigenze. Si aggiungono nuovi impegni: guidare, gestire ed amministrare la famiglia.

Essere paziente per conciliare culture e mentalità diverse.

In seguito, al rientro nel mondo del lavoro, prestando la mia consulenza qualificata in contesti internazionali imparo a mediare e gestire mondi diversi.

Essere grata alla vita per le mie esperienze e per avermi dato il coraggio di accettare i cambiamenti.

Proprio in un momento della mia vita nel quale “ti fai delle domande e ti dai delle risposte” arriva la pandemia. Per fermare il mondo. Dare un messaggio. Riordinare i nostri pensieri. Prepararci alle nuove dominazioni nella storia dello sviluppo del singolo essere umano e della società. L’era della simbiosi tra essere umano e macchina.

Decido di imboccare nuove strade professionali. Nuove tecnologie. Dati, uso, abuso e protezione.

Essere “svegli” in questi tempi di grandi cambiamenti è l’unica strada per individuare gli inganni e gestire la confusione.

Da quando mi sono altamente specializzata in materia di protezione dei dati personali, vivo e lavoro senza interruzione in questo mondo complessoQuesta attività intensa ha creato in me nuove percezioni.

Nell’era in cui viviamo chiunque, da qualunque parte del mondo e in qualunque momento potrebbe interagire con i dispositivi usati nelle nostre vite private e lavorative. Il concetto della parola “privacy” inteso come riservatezza è superato perfino all’interno delle nostre mura domestiche.

I nostri dati e perfino noi stessi siamo diventati prodotti. Come facciamo a fare delle scelte se non siamo consapevoli del valore dei nostri dati?

È responsabilità di ciascuno di noi essere consapevole di cosa cede di se stesso o degli altri.

Non possiamo più permetterci di “dormire”, di “non sapere nulla” e tanto meno di non applicare gli scudi protettivi se vogliamo continuare a vivere in libertà.