Il mio dato sono io.
Ovunque io vada, qualunque cosa io faccia, lascio un segno. Il mio corpo, la mia anima, le mie emozioni, le mie azioni trasformati in piccoli pezzettini lasciano delle tracce. Nella vita reale. E digitale.
Facciamo la spesa, nei negozi fisici e online, gestiamo i nostri conti correnti bancari e i nostri pagamenti, iscriviamo i nostri figli alle scuole e alle attività extrascolastiche, giochiamo online, esploriamo le novità nella rete attraverso i motori di ricerca o i social media, andiamo dal medico per farci dare le cure per i nostri problemi di salute, andiamo in farmacia a comprare delle medicine, partecipiamo a feste ed eventi, ci facciamo foto e video, pubblichiamo degli annunci di compravendita lasciando visibili i nostri dati…il tutto attraverso i nostri dispositivi tecnologici. Collegati in rete. Comodissimo.
Ecco che abbiamo regalato i nostri dati personali, il “cibo” per le nuove tecnologie. Al servizio di chi li crea e governa.
Ogni giorno svolgiamo le nostre attività di lavoro e studio su computer, tablet, cellulari, usiamo delle applicazioni e dei software; essi ci aiutano a raggiungere i nostri obbiettivi risparmiando. Per migliorare il nostro lavoro e creare ciò che ci serve usiamo l’intelligenza artificiale. Siamo felici. Scegliamo i servizi che ci servono per le nostre attività valutando soltanto l’offerta economica di chi li propone. Abbiamo risparmiato denaro, ci sentiamo soddisfatti.
Ecco che abbiamo regalato i nostri dati personali e quelli dei nostri clienti o partner d’affari, il “cibo” per le nuove tecnologie. Al servizio di chi li crea e governa.
L’uso della tecnologia nella nostra vita privata e lavorativa non si può e non si deve arrestare. È utile, ci rende la vita più facile e comoda, ci aiuta a superare delle difficoltà altrimenti insuperabili. Ci porta a raggiungere un livello più alto nello sviluppo della specie umana. I suoi benefici senza dubbio sono tanti. E questo è il lato positivo.
Però…
Dobbiamo per questo diventare il plancton, gli esseri viventi che vengono trasportati passivamente dalle correnti e dal moto ondoso? Il cibo preferito per “le balene”?
Non per forza.
Soltanto diventando consapevoli del potere degli algoritmi e di chi li crea e governa, possiamo comprendere il lato rischioso per noi esseri umani. Imparando ad avere il controllo su di loro prima che loro prendano il potere rendendoci totalmente dipendenti e schiavi.
La nostra libertà e il nostro modo di vivere in pace nel territorio dell’Unione europea, nei paesi organizzati sulla base dei valori democratici, non sono stati ottenuti a titolo gratuito. La storia sanguinosa del continente europeo, le vite di milioni di persone ne sono state il prezzo altissimo.
Avendo a mente i fatti accaduti, cercando di imparare dal passato e dandoci la possibilità di proteggere noi stessi e di offrire una vita migliore ai nostri figli, il legislatore europeo ha regolarizzato l’uso delle nuove tecnologie attraverso un numero significativo di nuovi regolamenti europei in materia di dati. Partendo dal General Data Protection Regulation(GDPR) e i successivi regolamenti conformi quali: Data Act (DA), Data Governance Act (DGA), Digital Services Act (DSA), Digital Markets Act (DMA), Artificial Intelligence Act (AI Act), Nis 2…
Tutte queste normative europee contengono regole e obblighi nonché sanzioni importanti e sono caratterizzate da una visione ANTROPOCENTRICA: noi esseri umani al centro.
Il mondo della protezione dei dati personali non riguarda soltanto la pura applicazione della norma in quanto obbligatoria. In una società civile e democratica, composta di noi individui sempre più digitali e collegati, ciascuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità e rispettare e curare se stesso e gli altri.
A te che vivi nel mondo di dichiarazioni “sagge” quali: “non me ne importa nulla della legge, costa troppo”, “quando tutti cominciano a rispettare le norme e il diritto, lo farò anch’io”, “non ho nulla da nascondere della mia vita o della vita dei miei famigliari”, “il mio conto in banca non è un segreto”, “tanto sanno tutto su di me”, sei proprio sicuro di essere ancora il titolare della tua identità o attività?